Osteopatia Biodinamica e Tridimensionale | Maria Grazia De Bernardi
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Maria Grazia De Bernardi

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Curriculum Vitae in breve

Dopo aver frequentato la Facoltà di Sociologia presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, ho conseguito una laurea in Scienze Motorie all’Università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti. In seguito, ho studiato Naturopatia a Parigi e in Germania e ho seguito:

  • Un Master in Osteopatia e Naturopatia all’Università di Trapani
  • Un Master in Kinesiologia e Posturologia presso l’Università degli Studi di Palermo

 

Ho fatto parte del primo gruppo di medici, terapisti della riabilitazione e laureati in scienze motorie che ha iniziato a studiare e diffondere l’Osteopatia in Italia. Ho frequentato la scuola attualmente denominata I.S.O. di Milano e, parallelamente, ho seguito le lezioni di M. Audouard e M. Coquillat a Roma prima ancora che sorgesse la C.E.R.D.O.

 

Ho partecipato a svariati corsi post-graduates tenuti da tutti i più conosciuti e accreditati Osteopati del mondo (tra cui V.Fryman F. Peyralade, J.P. Barral, J.Upledger, R. Molinari, A. Becker, P. Druelle). Ecc.

Come mi racconto io

La mia prima educazione posturale e meditazione risale al rito della “gomitolazione”

 

Mia nonna mi teneva un certo numero di ore alla settimana, specie d’inverno, seduta impettita sull’orlo di una sedia. Stavo con le braccia parallele al suolo e gli avambracci perpendicolari, una mano speculare all’altra ed entrambe ritte verso il cielo, ferma immobile. A questa impalcatura creata lei ci infilava una grossa matassa scombinata di lana appena cotta e asciugata, che dovevo tenere tirata con i miei abduttori, mentre lei ci girava attorno in ellisse, come la Terra intorno al Sole, sgrovigliando e sgomitolando fino ad alleggerire, assottigliare via via la matassa e trasformarla in uno o più perfetti gomitoloni ben duri e in perfetta tenuta.

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Quando finalmente la matassa districata era trasformata nell’ultimo pianeta di lana, io ero libera di correre a giocare.

 

I miei muscoli a quel punto erano allenati per girare un capo della lunga fune, mentre l’altro era attaccato ad un anello sul muro e facevo saltare tutti i bambini del quartiere. A saltare io stessa preferivo quella giocosa attività che mi faceva sentire stabile, forte e utile, mentre tutte quelle gambette che entravano e uscivano dal giro della mia corda saltavano come molle.

Ma oltre a questo, l’esercizio del tenere per così tanto tempo la matassa e vederla snodarsi, è stato un utilissimo allenamento alla Pazienza e all’amore nel vedere le cose risolversi.

 

Ancora oggi, spesso, mentre indago su tutta la complessità sotto pelle espressa in miriadi di miofibrille, aponeurosi, tendini, scorrimenti di membrane e strati fasciali, mi sembra di districare nodi e grumi, aspettando che “l’ammorbidente” faccia il suo effetto e disinfeltrisca le fibre ristrette.

 

L’attenzione alla “Midline” è stato il Principio comune di tutte le attività che ho intrapreso:

 

  • La Danza Classica mi ci ha impregnata, di Centratura: nulla si poteva ottenere se non si manteneva il centro, “l’aplomb”!
  • Lo Yoga è stato Maestro del Respiro Centrale che porta all’UNITÀ facendo da ponte tra Terra e Universo
  • La Posturologia, la Kinesiologia, l’Osteopatia sono imperniate su quel “filo a piombo” del corpo umano che chiamiamo “Linea di Little John”
  • Il Paracadutismo e la sua esigenza di mantenere una posizione perfetta durante le evoluzioni in caduta nel vuoto e nell’arrivo a terra, mi hanno insegnato che ne va della propria vita se non si bada alla CENTRATURA!
  • La Ginnastica Artistica mi ha mostrato ulteriormente quanti traumi si accumulino quando si perde l’equilibrio…

 

Oggi i pazienti mi telefonano per dirmi: “Dottoressa sono fuori centro! Mi rimette in dima?”

 

Dunque anche ora, come sempre, sono a Servizio della LINEA MEDIANA e giro ancora la fune perchè gli altri saltino. O meglio: mi metto a disposizione, perchè, chi si rivolge a me, possa trovare nella sua Centratura la Qualità di movimento per Respirare al meglio la propria Vita divertendosi, saltando ostacoli e superando stanchezza.
L’osteopata deve essere in grado di selezionare e discriminare le insufficienze di mobilità  e comprenderne l’origine, scegliendo poi l’appropriata modalità per ripristinare i disordini locali dei tessuti o le “cisti energetiche”, in modo tale da consentire il benessere della persona, per offrire un ritrovato Respiro Omogeneo nella reciprocità di tutti i sistemi.