Osteopatia Biodinamica e Tridimensionale | Il trattamento biodinamico tridimensionale nel neonato: parte 1
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Il trattamento biodinamico tridimensionale nel neonato: parte 1

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Il trattamento biodinamico tridimensionale nel neonato: parte 1

Occorre innanzitutto premettere che questo trattamento, dedicato ai neonati, può essere applicato anche in quei casi particolari in cui una persona è più sensibile o anziana ha subito traumi gravi. È bellissimo trattare la persona adulta come un infante, perché la si rispetta ancora di più.

In questo caso saranno le forze vitali, il soffio di vita a trattare il paziente e l’osteopata metterà le sue mani a disposizione di questo trattamento.

Qui si trova uno dei fondamenti dell’efficacia del trattamento biodinamico tridimensionale dei neonati: il trattamento può partire solo quando il paziente ha raggiunto un suo grado di neutro, una presenza in se stesso, una resa nei confronti della salute ed una predisposizione ad essere cambiato, plasmato, resettato, rifatto dalla salute stessa. Il trattamento è possibile ed efficace solo quando il paziente è disponibile e aperto a riceverlo.

Data questa premessa, l’operatore potrà mettere le mani anche a lungo in un solo posto (ad esempio sotto la base cranica), dove sente che c’è bisogno di uno sgrovigliamento, e trattare tutto il sistema nervoso centrale rimanendo in quel solo punto.

Osteopatia neonatale: una connessione con l’origine

Per quanto riguarda in particolare i trattamenti sui bambini, fondamentale è che il bambino venga trattato come una “bolla di luce”, senza alcuna intenzione personale dell’operatore, senza preoccupazioni, né alcuna osservazione percettiva diretta locale, ma sempre e solo e generale. L’operatore deve rimanere sempre in connessione con l’origine, solo così si può azzardare a toccare un bimbo, con un’accoglienza aperta al massimo ed estesa a tutta a famiglia.

Trattare il bimbo non è trattare il bimbo, bensì è consentire al bimbo di trattare tutta la famiglia, per ritrovarsi con un ambiente più idoneo alla sua crescita e al suo sviluppo. Il bimbo fa da “spugna”, da cuscinetto, da filtro di tutte le emozioni dei membri della famiglia e, per aiutarlo, occorre creare in torno a lui un ambiente accogliente.

L’osteopata consegna il bimbo alla luce liquida e alla salute, rimanendo sulla propria linea mediana e sulla propria origine, aprendosi così a quella del bimbo, che è la medesima perché abbiamo tutti la stessa origine e lo stesso percorso. L’osteopata accoglie tutta la famiglia, sia quella presente che quella “a casa”, per consentire che il soffio di vita tratti direttamente il paziente.

Ridurre i traumi alla nascita

Nel caso di traumi alla nascita o altre disfunzioni, il bimbo può essere trattato sulle memnistache, ma solo rimanendo sui fluidi, dando luogo ad un’azione indiretta che favorisce l’azione delle potenze vitali e l’accoglienza della lunga marea e del soffio di vita. In questo modo è possibile restituire al corpo la facoltà innata di ricevere la salute, senza immettersi nel paziente in maniera volitiva.

L’operatore ad esempio può porsi tra il coccige del paziente e la base cranica, occupandosi della linea mediana anteriore (quella che fa capo alle potenza inerente dolce, alla notocorda), della linea dei dischi di soma (dischi e corpi vertebrali). In questa posizione, si procede ad accarezzare anteriormente dal coccige la linea centrale anteriore del sacro e tutte le sporgenze dicali e corporali di tutte le vertebre fino ad arrivare all’occipite.

Per ultimo accarezzerà il ventre dell’epistrofeo, sempre anteriormente. Questo consente alla persona di autorettificare certi disallineamenti: all’operatore basta mettersi in contatto con la linea mediana principale, primaria, bioelettrica, che porta con sé tutte le memorie di crescita, sviluppo, riallineamento, resettaggio, guarigione di tutti i tipi e tutti i livelli.

Sarà la linea mediana principale a reinformare la linea mediana anteriore corporea della colonna vertebrale (nuclei polposi dei dischi intervertebrali), primo supporto notocordeale.

Dopo questo risveglio delle memorie insite nella notocorda appare l’altra linea, quella posteriore, in binario alla prima, perché tra queste due stanno le vertebre.